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Slot machine ndrangheta

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Una creatura di questi clan reggini è proprio Mario Gennaro. E proprio indagando sull'imprenditore delle slot Lampada che gli inquirenti risalgono all'impero di Femia. I contatti sono frequenti, e, stando alle informative della squadra Mobile, anche gli scambi commerciali. Il nome di Femia spunta poi in un'altra inchiesta che ha riguardato la Capitale. Non da indagato, ma come uomo al quale chiedere informazioni in quanto tra i massimi esperti del settore. Protagonista dell'indagine è il clan Molè: A gestirlo, era un boss ragazzino. Anche quando deve imporre con la forza i propri apparecchi di gioco a Roma, dove è stato mandato per scappare dalla faida che si consuma a Gioia Tauro.

Testato a Reggio Calabria, quindi replicato a Roma e Padova, ha fatto il salto di qualità quando ha spostato la propria sede operativa a Malta, pur mantenendo i propri tentacoli — forse non tutti ancora individuati — in Italia. È possibile sospendere in qualsiasi momento l'invio delle notifiche push selezionando il pulsante di disattivazione che sarà disponibile in questo menu. La maxi-inchiesta della Dda della procura di Bologna ha smascherato il giro d'affari del calabrese Nicola Femia. In manette anche un ex poliziotto e un ufficiale della Finanza che chiudeva un occhio durante i controlli. Nel , dopo una condanna a 23 anni per traffico di stupefacenti non ancora definitiva , si trasferisce in Romagna.

Il giochino preferito è contraffare le schede gioco delle slot machine presenti nei bar in modo che le macchinette, collegate ai terminali dei monopoli di stato, dichiarassero importi minori. I guadagni sono milionari. Il problema è che chi poi doveva fare i controlli, spesso non faceva il suo dovere, anzi favoriva i criminali. Tra i 29 arrestati ci sono infatti un ex agente di Polizia, che quando era in servizio a Reggio Calabria informava Rocco e la sua banda delle indagini a loro carico. È questa anche la vicenda che ha portato ala scorta per il giornalista della Gazzetta di Modena, Giovanni Tizian.

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano. Ordine ricevuto da Femia, che farà l'operazione con la ditta di Massa Lombarda "Las Vegas Games" intestata alla figlia. È una vecchia conoscenza dell'Antimafia di Bologna, Femia. Chiamato dai suoi compari "Rocco" o "u Curtu". A lui i gestori dei circoli del clan si rivolgevano per le ricariche del poker online e per varie consulenze.

Agli atti di "Medusa" un telefonata la dice lunga sul ruolo imprenditoriale di "Rocco". La direttrice della bisca chiama Femia per avvisarlo preoccupato di una vincita di mia euro, ma il calabrese senza agitarsi ribatte: Un aplomb da esperto del settore. Che fanno di lui un personaggio molto ricercato, non solo dalla polizia. E non per caso, ma per i forti interessi nel gioco d'azzardo legale. Nonostante i magistrati elenchino una serie di indagini su di lui, arresti, anche per traffico internazionale di cocaina, e scarcerazioni, è titolare di una costellazione di società che noleggiano videoslot.

Quando non intestate direttamente a lui, fanno capo ai figli. Una rete societaria che ha il centro nevralgico nel Ravennate. Milano, la città adottiva della 'ndrina Valle-Lampada. La storia di quel clan, proprietario di una decina di imprese di noleggio slot, si lega alla holding di Femia. Dagli atti su Giulio Lampada si scopre che per un periodo i potenti 'ndranghetisti di Milano si sono affidati alle società di Femia per noleggiare macchinette mangiasoldi.

Si scopre che Nicola Femia e il figlio incensurato si incontravano e parlavano con Giulio Lampada, l'imprenditore dalle relazioni insospettabili e accusato di mafia Milano, e con il boss Leonardo Valle, cognato di Lampada e impresario delle slot. Sembrano insomma ormai lontani i tempi in cui la gestione e l'imposizione delle macchinette in Emilia e nel Modenese era un affare dei camorristi. Storia passata sembra il racconto del pentito di camorra che descrisse come il clan dei Casalesi imponeva in provincia di Modena i videopoker noleggiate dalle ditte di "famiglia".

Oggi dalle più recenti carte sul gioco e mafia, emerge una 'ndrangheta esperta del settore, capace di dispensare consigli anche ad altre organizzazioni, con conoscenze in alto, molto in alto, da spendere per ottenere vantaggi, favori, concessioni e su cui la magistratura milanese starebbe svolgendo ulteriori accertamenti.

Un patto tra ’ndrangheta e mafia per spartirsi Carmagnola e il Cuneese - La Stampa

Un patto tra 'ndrangheta e mafia per spartirsi Carmagnola e il Cuneese Droga, estorsioni, fatture false, affari con le slot machine e tanto altro. Truffa delle slot machine«Così non si pagavano le tasse» le attività illecite del clan di 'ndrangheta che fa capo a Nicolino Grande Aracri - tra. Un tempo erano i casalesi a fare buoni affari nel Modenese, ma ora un'inchiesta partita in Lombardia descrive un'altra realtà: i calabresi si. Slot e poker online rappresentano per le cosche calabresi quello che per i Casalesi è stato il . 'ndrangheta · slot machine · gioco d'azzardo. Questa mattina, lunedì 18 marzo , la guardia di finanza e i carabinieri hanno arrestato 16 persone in un'operazione contro la 'ndrangheta. Le mani della 'ndrangheta sulle slot machine. 29 arresti, indagati, perquisizioni, sequestri per 90 milioni di euro in tutto il Paese. Più informazioni su: Gioco d'azzardo, Slot Machine di stampo mafioso legata alla 'ndrangheta – e i figli, Rocco Nicola Maria e Guendalina.

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